Mi presento (faccio un vento e vi cambio il clima)
 
 
Piccola e disordinata.Tutto sommato poteva anche andare peggio.
"Volevo fare un brindisi a mia madre che ha trombato e ha fatto un figo come me"
La citazione. E il dato biografico.
"Dati biografici: io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure
quel che vuol sapere, e Glielo dirò. MA NON LE DIRO' MAI LA VERITA'. di questo può stare sicura" Italo Calvino
Postato da Topilla alle 21:44 del martedì, 26 febbraio 2008
Le bugie. Le promesse inutili. Quelle che nessuno ti chiede di farle, però tu le fai lo stesso, salvo poi puntualmente disattenderle. Le false speranze. La facilità con cui si seminano illusioni. Chi dà aria ai denti prima di pensare. Chi non si ricorda che ho la memoria lunga, forse proprio per mancanza di memoria. Chi promette la luna e poi la ritratta. E poi la ripromette. Per ritrattarla ancora. Ma la ripromette. La ritratterà? Chi ti dice che dopo il periodo esami può anche perdere le prime due settimane di lezione per andare da qualche parte, chi lo sa, magari in Austria... due settimane sì, un'ora no. A rassegnarsi e a non combattere per quello che amiamo si fa molto prima. Quella mossa meschina che è fare spallucce e far franare addosso all'altro il peso di tutta la decisione con un "come vuoi tu..." Sì dai, giochiamo a nascondino. Ma anche no, a me nascondino è sempre stato sul cazzo, giuro. Ma è un copione già visto, no? Ormai dovrei saperlo che si ripropone periodico. Adesso inizio anche io la crudele tortura del "se tu vuoi così", uno specchio riflesso meschino che dura all'infinito.
Forse il focus sta nel fatto che non sarebbe per andare in Austria. Non ne val la pena dunque, giusto?
A la santè.
Chi di voi fuma, se ne accenda una anche per me.
Postato da Topilla alle 18:40 del martedì, 26 febbraio 2008
La dieta del metabolismo, non la prima, una seconda furbescamente carpita a un periodico che faceva bella mostra di se' (ma potrebbe anche essere di se, credetemi) e delle sue promesse di fisici scultorei ed eroticamente appetitosi, per stasera prevedeva risotto con gamberi e zafferano e pinzimonio di verdure miste.
Avrò apportato delle sostanziali e inficianti differenze alla tabella di marcia se, aspettando che il brodo per fare il risotto fosse pronto, mi sono scofanata un etto di pane e poi, presa dai rimorsi, ho bevuto il brodo da solo, accompagnato da una trista e sciapa boccetta di succo di pomodoro condita da litri di lacrime di coccodrillo?
Postato da Topilla alle 16:18 del martedì, 26 febbraio 2008
Fra tante ricerche di mercato, investimenti su pubblicità, psico-messaggi, colori comprabili, proposte subliminali e via discorrendo, secondo voi c'è anche un filone particolare che medita sull'effetto che produrrà un certo insieme di suoni nella lingua in cui si va a pubblicizzare un oggetto?
Postato da Topilla alle 18:27 del lunedì, 25 febbraio 2008
...La prima testa di cazzo trovata per strada.
(Daniele Silvestri, "Il mio nemico")
Scagli il libro contro il pavimento, lo lanceresti fuori dalla finestra, anche fuori dalla finestra chiusa, attraverso le lame delle persiane avvolgibili, che triturino i suoi incongrui quinterni, le frasi le parole i morfemi i fonemi zampillino senza potersi più ricomporre in discorso; attraverso i vetri, se sono vetri infrangibili meglio ancora, scaraventare il libro ridotto a fotoni, vibrazioni ondulatorie, spettri polarizzati; attraverso il muro, che il libro si sbricioli in molecole e atomi passando tra atomo e atomo del cemento armato, scomponendosi in elettroni neutroni neutrini particelle elementari sempre più minute; attraverso i fili del telefono, che si riduca in impulsi elettronici, in flusso d'informazione, squassato da ridondanze e rumori, e si degradi in una vorticosa entropia. Vorresti gettarlo fuori della casa, fuori dell'isolato, fuori del quartiere, fuori del comprensorio urbano, fuori dell'assetto territoriale, fuori dell'amministrazione regionale, fuori della comunità nazionale, fuori del mercato comune, fuori della cultura occidentale, fuori della placca continentale, dall'atmosfera, dalla biosfera, dalla stratosfera, dal campo gravitazionale, dal sistema solare, dalla galassia, dal cumulo di galassie, riuscire a scagliarlo più in là del punto di in cui le galassie sono arrivate nella loro espansione, là dove lo spazio-tempo non è ancora arrivato, dove lo accoglierebbe il non essere, anzì il non essere stato mai nè prima nè poi, a perdersi nella negatività più assoluta garantita innegabile. Proprio come si merita, nè più nè meno.
(Italo Calvino, "Se una notte d'inverno un viaggiatore")
Che non so a voi, ma a me ogni tanto viene voglia sì di fare questo, ma con le persone.
Come quando, dopo aver perso una partita super fica ai videogiochi fuori del bar, per un soffio, guardavi con odio l'aggeggio di due metri, col monitor che ti sbeffeggiava col suo "game over" e te immancabilmente avevi finito i gettoni, e i soldi per comprarli. I calci e i pugni che non gli avresti dato.
Certe persone dovrebbero ringraziare il signore che io c'ho un aplomb con i controcazzi. Perchè se succedesse davvero quello che immagino nella mia testa, mentre con un sorriso un po' tirato annuisco cercando di capire qual'è l'ennesimo salto mortale con giravolta e capriola triplo carpiata devo fare per risolvere problemi che non sono di mia competenza, ma che mi franano addosso con la stessa scioltezza con cui una spogliarellista si toglie la maglietta... beh... altro che film splatter, cari miei. Certa gente dovrebbe tenere a mente che io adoro Tarantino, e che sotto il mio involucro di dolce biondina nanerottola, si nasconde un cuore metal. Che io, sotto sotto, resto quella che da piccola giocava a calcio con i maschi, e non alle bambole con le femmine. E che ci faceva pure a botte, con loro, se le rompevano i coglioni.
Che se non ti ho tirato una testata, mia cara, è solo perchè c'ho male al collo per la cervicale.
Postato da Topilla alle 08:59 del martedì, 12 febbraio 2008
Ovvero grazie a lexlex mi trovo fra le mani il video di Corso Sempione degli Elii... Orbene, questa pratica di farmi spisciazzare sotto dalle risate togliendo tempo al mio esame continua, e per questo vi ringrazio.
Potrei quasi indire un concorso "cerca anche tu di fare bocciare Topilla col sorriso!". Ma anche no dai. Ora mi metto sotto. Lo avete sentito anche voi questo rumore? Era un razzo?
La canzone in questione è meravigliosa, l'avevo sentita per la prima volta quest'estate all'ennesimo concerto degli Elii (meravigliosa performance del sopraccigliato vestito da boy scout con tanto di zaino. Per TUTTO il concerto), ma ancora il video non l'avevo visto...
Caro signore
sa che le dico
questa è la libertà
sono drogato
suono sbagliato
anche se a lei non va
non vado a tempo
lo so da tempo
non è una novità
io me ne fotto
cucco di brutto
grazie al mio pim pum pam
Postato da Topilla alle 09:51 del lunedì, 11 febbraio 2008
Eh lo so che il blog è praticamente neonato. Ma è con l'orgoglio di mammà che giuggiola per la figlia al primo saggio di danza che guardo alla mia prima chiave degna di nota (no, te che mi hai trovata cercando "orologini per template" non ti cago), nello specifico
"GNOCCONA SUPER"
Modestamente grazie.
Grazie in realtà a Google che mi ritiene tale.
La domanda ora è: si può flirtare col motore di ricerca?
Postato da Topilla alle 18:03 del sabato, 09 febbraio 2008
Ordunque. Che il gene della demenza si presenti sotto forma di un numero esorbitante di alleli nel codice genetico della mia famiglia, è indiscusso. Però a volte davvero, davvero, messa davanti a notizie che dovrebbero essere tristi, a me scappa solo da ridere. Cioè perchè l'alma mater non si limita a dirmi "il prozio è in ospedale, ed è grave", ma mi spiega anche il perchè e il percome ci è arrivato. E lì, veramente, sfido chiunque.
Perciò, miei piccoli cari, immaginate.
Immaginate che al rientro dal lavoro, mentre state bellamente adagiate/i sul divano, aspettando che la spignattante figura materna metta in tavola le polpette, arrivi una telefonata.
telefono: - blablablablablablablablablablablabla
alma mater: - oddio! e quando?
telefono: - blablablablablablablablablablablabla
alma mater: - oddio! e come?
telefono:- blablablablablablablablablablablabla
alma mater: - oddio! e perchè?
telefono: - blablablablablablablablablablablabla
alma mater: - .......
La mater quindi appoggia il cordless sul tavolo e, per l'appunto, mi mette a parte della notizia.
alma mater: - il prozio è stato male ed è in ospedale.
topilla: - oddio! e quando?
alma mater: - ieri. Lo ha portato via l'elisoccorso.
topilla: - oddio! e come?
alma mater : - è svenuto tra le braccia della prozia, che ha chiamato il cugino per sapere che fare che ha chiamato il 118 (e in effetti, ti sta male uno tra le braccia, serve un gabinetto per capire che fare, già) (anche letteralmente...dai, sappiamo tutti che sulla tazza vengono le idee più sfolgoranti, non ho mai capito se è perchè lo sforzo provochi concentrazione, o se è perchè è l'unico posto dove siamo davvero soli e liberi di pensare)
topilla:- oddio! e perchè?
alma mater: - pare sia coma etilico. Per la salute gli hanno proibito l'alcol. Niente più vino. (Notare che il prozio mi è un alpino che canta pure nel coro e quindi un beone di prima categoria). Lui allora ha iniziato a bere birra, quella del discount.